102. Il meglio della storia: snervare i tradizionalisti

Nel libro Civilization, Niall Ferguson si lamenta:

Un sondaggio svolto tra gli studenti universitari del primo anno del corso di storia in una delle migliori università britanniche rivela che solo il 34 per cento sapeva chi fosse il monarca inglese al tempo dell’Armata, solo il 31 per cento sapeva il luogo dove si sono svolte le Guerre Boere e solo il 16 per cento sapeva chi aveva comandato le forze britanniche durante Waterloo. In un sondaggio simile tra bambini inglesi con età compresa tra 11 e 18 anni, il 17 per cento pensava che Oliver Cromwell avesse combattuto nella Battaglia di Hastings.

Niall si lamenta del fatto che i bambini sanno solo i fatti principali della storia, riconoscendo nomi come Enrico VIII, Hitler e Martin Luther King, Jr., terribilmente affiancati tra di loro senza connettere i fatti che tutti noi ricordiamo bene.

La mia prima domanda è “e allora?”. È ancora più facile per me essere menefreghista sull’argomento perché sta parlando di storia inglese e e non so assolutamente nulla sulla Guerra di Hastings.

Ma la vera domanda, in un mondo sempre connesso, in un mondo dove posso trovare tutto quello che voglio sapere sulla Guerra di Hastings più velocemente di quanto ci metto per scrivere questa frase, è: “quanti di questi bambini lasciano la scuola con il desiderio di sapere?”

L’approccio dall’alto verso il basso e l’approccio pedagogico autoritario stile “comando e controllo” di inculcare fatti nella testa dei nostri bambini sono incredibilmente fallimentari.

Se forzato ad assecondare, il bambino intelligente sta al gioco, quello stupido viene punito, e nessuno dei due produce qualcosa di valore come risultato.

Per essere più chiari possibili: in quale situazione conoscere tutto sulle Guerre Boere aiuta la società? E aiuta perché significa che lo studente è stato obbediente e abbastanza attento da stare al gioco per saperne di più degli altri (in altre parole, è un segnale, un sintomo di qualcos’altro)? O effettivamente ci serve sapere queste inezie?

Inezie? Sì, penso che sapere l’anno in cui è stata combattuta la Battaglia di Hastings sia un’inezia. D’altra parte, capire i fatti storici, essere in grado di visualizzare i cicli continui delle conquiste e dei fallimenti e avere un innata conoscenza delle economie che stanno alla base del mondo sono approfondimenti essenziali per persone ben educate per capire ciò che succede.

Quando l’accesso alle informazioni era limitato, dovevamo caricare gli studenti di fatti e nozioni. Ora, dal momento che non abbiamo scarsità di fatti o non abbiamo un problema di accesso per impararli, dobbiamo caricare gli studenti di comprensione.

Se stiamo cercando dei segnali per capire quanto una persona ne sa, ce ne servono di migliori.

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