76. Lo sforzo emotivo nel lavoro degli insegnanti

Il libro fondamentale The Gift di Lewis Hyde  fa una distinzione tra sforzo (l’autore usa il termine labor) e lavoro (l’autore usa il termine work):

Il lavoro è un’attività voluta, portata a termine grazie alla forza di volontà. Lo sforzo può essere voluto ma solo quando serve per gettare le basi, o per non fare delle cose che avrebbero chiaramente impedito tale sforzo. Oltre a questo, lo sforzo ha un proprio programma. Le cose vengono fatte, ma spesso abbiamo la strana sensazione di non averle fatte.

Paul Goodman scrisse una volta in un giornale: “Recentemente ho scritto qualche buon poema. Ma non ho alcun ricordo di averlo fatto.” Questa è la dichiarazione di uno che ha compiuto uno sforzo…

 …uno dei primi problemi che il mondo moderno ha incontrato con il sorgere dell’era industriale è stato l’esclusione dello sforzo e l’espansione del lavoro.

Lo sforzo, soprattutto quello emotivo, è il compito difficile di scavare a fondo per sentirsi partecipe a livello personale. Lo sforzo emotivo è come la pazienza, la gentilezza il rispetto. È molto differente dal lavoro meccanico, dal riempire un questionario o dal muovere una balla di fieno.

Ogni grande insegnante da cui voi avete la fortuna di imparare sta facendo lo sforzo insostituibile di insegnare realmente. Comunica emozioni, coinvolgimento, e impara a sua volta dagli studenti. Lo sforzo emotivo è difficile e stancante, e non può essere manipolato o controllato dalla dirigenza.

Poiché la nostra società si è industrializzata, ha iniziato a lavorare senza sosta per eliminare lo sforzo e sostituirlo con il lavoro. Puro lavoro. Lavoro inutile, lavoro ripetitivo e il lavoro dell’organizzazione scientifica di Taylor.

Sto discutendo sul fatto che la rivoluzione delle connessioni pone le basi per un ritorno dello sforzo emotivo. Per la prima volta in questo secolo, abbiamo l’opportunità di lasciare che i sistemi digitali facciano il lavoro mentre i nostri insegnanti compiano gli sforzi.

Ma questo può succedere solamente se lasciamo che gli insegnanti siano di nuovo insegnanti.

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