129. L’accesso alle informazioni non è la stessa cosa dell’educazione

Le università non spendono più molto tempo a vantarsi della grandezza delle loro librerie. La ragione è ovvia: la grandezza della libreria è ora di interesse per un ristretto numero di ricercatori. La maggior parte di quello che ci serve è disponibile da qualche parte online o in librerie digitali a pagamento.

La Stanford University ha messo la maggior parte dei propri corsi online gratuitamente, e alcuni di essi hanno più di 30.000 studenti che partecipano attivamente.

Il MIT ha lanciato il MITx, che creerà un accesso universale alle informazioni. La migliore università tecnica al mondo andrà a condividere ogni corso con ogni studente che abbia voglia di impegnarsi per imparare di più.

Per quanto riguarda i corsi, il MIT guarda al futuro e sta creando la più grande università al mondo. Se tu potessi partecipare ad ogni corso del mondo, lo vorresti?

Un’università dà quattro cose:

-Accesso alle informazioni (nessuna opinione o idea, ma accesso)

-Certificazione / una laurea per pochi

-Iscrizione ad una comunità

-Occasione di crescita (grazie alla quale inizi a formare opinioni e idee)

Quando i corsi saranno digitalizzati, devono essere condivisi, particolarmente da istituzioni no-profit che lavorano per il bene pubblico. Visto che tutte le più grandi università devono creare (dovrebbero creare o creeranno) una università fatta di persone (dando accesso alle informazioni e fornendo insegnanti bravissimi a tutti, e se non lo fano qualcuno dovrebbe farlo o lo farà presto), quali delle altre tre conta davvero?

Certificazione: una laurea ottenuta in una scuola della Ivy League è un po’ come un bene immobile in un buon quartiere. Quest’ultimo rende migliore una casa orrenda e rende inestimabile una casa già bella. Abbiamo tutta una serie di presupposti su alcuni uomini di cinquant’anni (anche immaginarie: Frasier Crane è andato ad Harvard) perché qualcuno li ha selezionati quando ne avevano diciotto.

Con così tante informazioni disponibili su ogni persona, diventa ancora più difficile raggruppare le persone in categorie. Laurearsi (o anche entrare) in una istituzione prestigiosa diventerà ancora più importante. Abbiamo un bisogno disperato di etichette, perché non abbiamo abbastanza tempo per giudicare tutte le persone che dobbiamo giudicare. Vale la pena chiedersi se il processo attuale di ammissione e formazione degli studenti (e dare un voto medio politico a tutti coloro che lo chiedono) sia il modo migliore di dare queste etichette.

Ma in realtà non c’è alcun motivo di raggruppare la spesa, il tempo e la formazione delle scuole tradizionali con l’etichettatura che le università creano. In altre parole, se pensiamo a queste scuole come coloro che validano i processi e come garanti, potrebbero finire a fare il loro lavoro sprecando molto meno rispetto ad ora. Potrebbero essere coloro che scelgono gli individui in base al lavoro che fanno da qualche altra parte, invece di essere l’unico posto dove deve avvenire il lavoro.

Iscrizione ad una comunità: questo forse è il motivo migliore per andare in un campus universitario per ricevere una laurea. Mentre l’accesso alle informazioni sta diventando sempre più facile (presto potrai prendere ogni singolo corso del MIT da casa), le connessioni culturali che l’università produce possono essere prodotte solo in un dormitorio, uno stadio di football, o camminando nel cortile, mano nella mano. Catherine Oliver, laureata presso la Oberlin, ricorda che viveva in una delle confraternite, decideva un menu, cucinava, infornava, lavava piatti, puliva i pavimenti e partecipava in lunghi incontri basati sul consenso.

Tutto questo costruisce una comunità.

Per secoli, una porzione significativa della classe dirigente era andata in certe università, era stata un membro di comunità di università famose, condividendo degli standard culturali e anche uno stesso modo di parlare. L’etichetta in un CV è più che una semplice descrizione di quello che hai fatto trent’anni fa: è una prova, dicono i leader, che tu sei uno di noi.

Fino a che non cambierà, questa comunità continuerà ad esercitare potere e ad influenzare. La vera domanda è come decidiamo chi ne fa parte.

Un’occasione di crescita: e questo è il motivo migliore, la ragione che è praticamente impossibile imitare nel mondo online, quello per cui vale veramente la pena pagare e quello che non si manifesta praticamente mai nella tipica esperienza in una grande scuola con una mentalità “fai quello che vuoi”. La giusta università è l’ultima e la miglior occasione per le masse di ragazzi di trovarsi in una situazione dove non hanno altra possibilità che crescere. E velocemente.

L’editore dell’Harvard Lampoon prova questo. L’ho capito quando mandavo avanti un grosso business guidato dagli studenti insieme ad altri. Lo studente di fisica avanzata lo scopre durante il primo giorno al laboratorio di fisica delle alte energie, lavorando ad un problema che nessuno prima ad ora aveva affrontato.

Questa è la ragione di spendere il tempo e i soldi e uscire con altre persone del campus: così che tu possa trovarti in un vicolo buio dove l’unica cosa che puoi fare è procedere.

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