18. Veloce, flessibile, concentrato

È chiaro che l’economia è cambiata. Quello che vogliamo e pretendiamo dai migliori cittadini è cambiato. Non solo per quanto riguarda quello che facciamo quando andiamo a lavorare, ma anche per tutte le porte che si sono aperte per le persone che vogliono lasciare un segno nella nostra cultura.

Allo stesso tempo, l’acquisizione della conoscenza è stata per sempre trasformata grazie ad Internet. Internet spesso viene sottovalutato e usato solo per spendere tempo in Facebook o YouTube, ma la realtà è che Internet è lo strumento più efficace e potente mai inventato per diffondere informazioni.

I cambiamenti economici e la diffusione delle informazioni online si uniscono, amplificando la velocità di cambiamento. Questi cicli rapidi stanno minando la sopravvivenza del sistema educativo industrializzato.

Come risultato, il sistema educativo industrializzato che ha funzionato molto bene per formare nell’ultimo secolo operai, avvocati, infermieri e soldati, ora risulta obsoleto.

Noi possiamo sostenerlo oppure aggiustarlo.

Non penso che sia molto pratico dire ‘Vogliamo quello che abbiamo sempre avuto, ma spendendo meno e con un risultato migliore’. Questa cosa non avverrà mai, e non sono sicuro comunque che la vogliamo veramente.

Ci serve che la scuola produca qualcosa di differente, e l’unico modo per ottenerlo è quello di porre nuove domande e fare nuove richieste ad ogni livello del sistema educativo che abbiamo costruito. Tutte le volte che un insegnante, gli amministratori o qualcuno che appartiene ai consigli di classe, fa riferimento ad un mondo che esisteva prima che le regole cambiassero, bisogna iniziare di nuovo a rispondere.

No, non ci serve che creiate conformità.

No, non ci serve che insegniate a memorizzare le cose.

E no, non ci serve che insegniate agli studenti ad abbracciare lo status quo.

Tutto ciò che una scuola fa per portare avanti queste tre cose, non solo è uno spreco di soldi, ma lavora per produrre qualcosa di cui effettivamente non abbiamo bisogno. L’unica vera cosa che manca è la capacità di sognare, e i mezzi e la volontà affinché questi si possano avverare.

Nessuna modifica. Ci serve una rivoluzione.

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