112. Lo scisma sui blocchi per le costruzioni

Jean Schreiber vuole che i bambini nella scuola elementare spendano più tempo a giocare con i blocchi per le costruzioni e meno tempo seduti al banco a prendere appunti.

Questo vi va bene?

I blocchi per costruire.

I blocchi per negoziare.

I blocchi per fingere.

I blocchi per modellare il mondo reale.

Il tempo speso con i blocchi per le costruzioni porta via tempo all’apprendimento scrupoloso di come disegnare un esagono, alla memorizzazione delle tabelline e di tutti i cinquanta stati americani.

È questo quello che la scuola dovrebbe fare?

Come genitori, guardate cosa fanno i bambini di sette anni in Cina (trigonometria!), vedete le file perfette di studenti in silenzio, il rigore: è facile convincersi che c’é una gara e che stiamo perdendo.

Stiamo perdendo, ma quella che stiamo perdendo è una gara a produrre operai a basso costo per il domani.

A New York, il Dipartimento dell’Educazione ha appena proposto un test di lettura per tutti i bambini di 8-9 anni, un test che dovrebbe durare più di quattro ore, spalmate in due giorni. Chiaramente, giocare con i blocchi per le costruzioni non è un prerequisito.

Ma pensate al presupposto originale di questo manifesto: quello che ci serve non è creare dei servi obbedienti con una banca dati piena di fatti memorizzati, ma costruire una generazione di leader creativi e motivati. Improvvisamente, i blocchi per le costruzioni diventano molto sensati.

Datemi ogni giorno un bambino motivato che costruisce qualcosa usando una scatola disordinata di Lego, piuttosto che un fantasma in grado solo di memorizzare. Se non possiamo (o non vogliamo, o non siamo in grado di) vincere la gara verso il basso, forse potremmo seriamente investire nella gara verso l’alto.

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