35. Essere sottovalutati: negare le opportunità per eccellere

Eccellere fa paura. Eccellendo arrivano le responsabilità.

Se tu potessi negare i tuoi talenti, se potessi nasconderli agli altri o, ancora meglio, convincerti che non ti sono mai stati donati, saresti sottovalutato.

Ed essere sottovalutato è un elemento chiave di ciò che promette la scuola industrializzata. Sicuramente, la scuola sottovaluta i genitori in quanto l’istituzione si prende cura dell’insegnamento. Sottovaluta gli insegnanti visto che il programma di insegnamento è prestabilito e i risultati sono testati. E sottovaluta gli studenti, in quanto la strada è chiaramente segnata e la mappa viene data a tutti.

Se rimani in questa strada, fai domanda per entrare nei college attraverso gli uffici di orientamento e ricerchi un lavoro ad un ufficio di collocamento, il futuro non dipenderà da te.

Questa è la cosa che sentiamo spesso da chi cerca lavoro ed è frustrato, da lavoratori frustrati con carriere che non riescono ad evolvere, e da studenti frustrati pieni di debiti. “Ho fatto quello che mi hanno detto e ora non riesco ad andare avanti e non è colpa mia”.

Hanno barattato questa impossibilità con i loro sogni, la loro possibilità di eccellere. Andare fuori dal percorso stabilito vuol dire prendersi la responsabilità di quello che succederà dopo.

Poiché il sistema educativo industrializzato mostra molto chiaramente quando qualcuno fa il primo passo nel percorso stabilito, allo stesso modo rende molto evidente anche quando qualcuno lo lascia, facendo sì che diventi facile trovare coloro che sono desiderosi di prendere una posizione, di connettersi, di guidare. Principalmente si possono notare queste persone perché si sono rifiutate di essere delle pecore.

Rebecca Chapman, editor letterario di un nuovo giornale online chiamato The New Inquiry, è stata quotata nel New York Times. “Per tutta la mia vita, ho fatto tutto ciò che mi è stato detto. Sono andata nella scuola giusta. Ho avuto dei voti molto buoni. Ho fatto tutte le internship che potevo. Poi, non riuscivo più a fare niente”.

L’unica cosa che sorprende di questa frase è che qualcuno la consideri sorprendente.

Rebecca è stata formata per essere competente, per eccellere nel completare compiti che le venivano dati. Ha speso più di sedici anni nel sistema, nelle migliori scuole, con le migliori risorse, facendo quello che le veniva detto.

Sfortunatamente, nessuno vuole pagarla per fare dei compiti. Senza una agenda stabilita, è difficile per lei trovare quella cosa per la quale è stata formata.

Troppi lavoratori competenti, non abbastanza incarichi.

Peter Thiel ha fatto scalpore quando offrì dei soldi a degli studenti se non avessero frequentato il college – ma per creare qualcosa. La ragione per la quale questa iniziativa funziona non ha niente a che vedere con l’evitare il college ma è fatta per quelli abbastanza audaci da non voler essere sottovalutati. L’educazione diventa un problema nel momento in cui serve da protezione dal mondo e da rifugio dal rischio di fallire.

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