95. L’imminente crollo dell’istruzione superiore (visto da uno che fa marketing)

Per quattrocento anni, l’istruzione superiore degli Stati Uniti ha cavalcato l’onda del successo. Da Harvard, che chiedeva a Galileo di essere un suo ospite come insegnante nel diciassettesimo secolo, a milioni di persone sintonizzate per vedere una squadra di atleti non pagati giocare contro un’altra squadra di atleti non pagati in qualche evento sportivo organizzato dai college, la quantità di tempo, soldi e prestigio nel mondo delle università è sempre stata in aumento.

Ho paura che ora stia per collassare e bruciare. Ora vi spiego come la vedo.

1. La maggior parte delle università è organizzata in modo da dare un’educazione mediocre a studenti mediocri.

Prendete qualsiasi depliant o catalogo delle università. Cancellate i nomi e le mappe. Potete affermare con sicurezza di che scuola si tratti? Mentre ci sono delle eccezioni (come la St. John’s o la Deep Springs), la maggior parte delle scuole non ha niente di caratterizzante rispetto alle altre. Queste scuole fanno del marketing di massa.

Fermatevi per un secondo e considerate l’impatto di quella scelta. Enfatizzando la massa, l’uguaglianza e la loro posizione, le università hanno cambiato la loro missione.

Questo va alla grande nell’economia industriale, dove non possiamo sfornare studenti standardizzati abbastanza velocemente e dove la richiesta è alta perché il premio guadagnato da uno studente per essersi laureato in quella università compensa il denaro speso per ottenere quella laurea. Ma…

Costo delle universitàInflazione delle rette universitarie e tasse (studi universitari privati di 4 anni) (in arancione),

costi della sanità (in giallo) e il costo della vita (in verde), dal 1978 al 2008.

2. Le università sono diventate costose molto più velocemente rispetto alla crescita degli stipendi.

Come risultato, ci sono milioni di persone che hanno dei debiti enormi, debiti così grandi che ci vogliono decine di anni per ripagarli. Le voci girano. Non fatevi ingannare di nuovo…

Questo porta ad una mancanza di potenziali studenti universitari: essi non possono (e non vogliono) andare ciecamente nella “migliore” scuola in cui potrebbero entrare.

3. La definizione di “migliore” è sotto assedio.

Perché le università mandano milioni (!) di orrende mail tutte uguali agli studenti delle scuole superiori? Ti faremo risparmiare le tasse di ammissione! Iscriviti da noi: è semplicissimo! Iscriviti! Queste mail sono esempi amatoriali e noiosi di mail dirette, le peggiori che abbia mai visto. Perché continuare a farlo?

Il motivo principale: così le scuole possono rifiutare un maggior numero di applicanti. Più applicanti verranno rifiutati, più alta sarà la posizione nelle classifiche stilate da U.S. News e da altri. E così, la corsa per ingannare le classifiche continua, e questo è un segno che i marketer in questione (le università) cercano sempre più disperatamente di avere una posizione maggiore rispetto a quello che gli spetta. Perché disturbarsi a rendere la vostra educazione davvero più utile se si può molto più facilmente farla sembrare più utile?

4. La correlazione tra la laurea guadagnata in una tipica università e il successo è sospetta.

Le università non erano state originariamente create per essere semplicemente una continuazione delle scuole superiori (ma con la possibilità di sbronzarsi di più). Ma in molti posti, questo è quello che sono diventate. I dati che vedo mostrano che una laurea (presa in una di quelle università famose, con o senza una squadra di football) non si trasforma in opportunità di carriera significativamente migliore, un lavoro migliore o una felicità maggiore rispetto ad una laurea presa in università più economiche.

5. Il riconoscimento non è la soluzione, è il problema.

Le cose che non vanno sono il risultato di programmi di accreditamento uniforme che hanno spinto politiche di alti costi e basse ricompense in istituzioni e scuole premiate che sfornano giovani desiderosi di diventare professori, invece di esperienze che aiutino a formare i leader e coloro in grado di risolvere problemi.

Mentre assistiamo alla disintegrazione di marketer vecchia scuola con prodotti di massa, penso che assisteremo a crepe significanti tra scuole “vecchia maniera” e lauree di massa.

Prima della rivoluzione digitale, l’accesso all’informazione era un problema. La dimensione della libreria contava. Una ragione per andare all’università era anche quella di avere l’accesso a queste informazioni. Oggi, quell’accesso conta molto meno. Le cose di valore che le persone portano via dall’esperienza universitaria sono le interazioni con grandi menti (generalmente professori che effettivamente sono in grado di insegnare e che ci tengono) e attività extra-scolastiche che le formano come persone. Vorrei chiedere una cosa: sono ben spesi i soldi che le università con un approccio di marketing di massa spendono nel pubblicizzarsi e nel diventare più famose? Si stanno organizzando per cambiare delle vite o per posizionarsi più in alto nelle classifiche? La New York University deve diventare davvero più grande? Perché?

Le soluzioni sono ovvie. Ci sono un sacco di vie per avere una educazione economica e liberale, un’educazione che vi esponga al vero mondo, che vi permetta di avere interazioni importanti con persone che contano e che vi faccia imparare a fare la differenza (iniziate da qui). Ma la maggior parte di questi modi non è pubblicizzata, né prevede un’ istituzione intrisa di tradizione e vecchia di duecento anni con una squadra di wrestling. Cose come gli anni sabbatici, tirocini di ricerca, e iniziative imprenditoriali e sociali dopo la scuola superiore stanno aprendo le porte a studenti che hanno il desiderio di scoprire il nuovo.

Le uniche persone che non hanno ancora ricevuto il messaggio sono “genitori elicottero” molto ansiosi (i genitori elicottero sono quei genitori molto vicini ai loro figli e che li aiutano a superare tutti gli ostacoli che incontrano), le università con un marketing di massa, e i lavoratori tradizionali. E tutti e tre si stanno svegliando e stanno affrontando nuove circostanze.

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