70. La grammatica e il declino della nostra civiltà

Voglio tornare indietro a questo punto di nuovo, perché nel profondo le persone che stanno leggendo questo manifesto non sono ancora sicure. La discussione riguardo l’apprendimento mnemonico, i sillabari, l’addestramento e la pratica, e la grammatica diventa nitida quando si spendono dieci secondi in YouTube. Riporto qui un commento a caso:

NOW UV STARTED READIN DIS DUNT STOP THIS IS SO SCARY. SEND THIS OVER TO 5 VIDEOS IN 143 MINUTES WHEN UR DONE PRESS F6 AND UR CRUSHES NAME WILL APPEAR ON THE SCREEN IN BIG LETTERS. THIS IS SO SCARY BECAUSE IT ACTUALLY WORKS. (Seth Godin riporta così un commento in inglese dove sono chiare le lacune grammaticali e di forma).

Stiamo tutti raggiungendo dei livelli bassissimi. Troppe profanità, nessuna coniugazione verbale, pensieri incompleti, e un’analisi povera…ovunque guardiamo, anche tra le persone candidate alla Presidenza.

Non penso che il problema sia la mancanza di accesso ad esempi modello, o a Strunk and White (libro americano che definisce delle linee guida di stile per la scrittura), o di insegnanti severi.

Penso che il problema sia che ai bambini non interessa. Perché non devono interessarsi. E se a qualcuno non interessa, tutte le cose che vogliamo insegnare non cambieranno la situazione.

Il modo in cui possiamo salvare la parola scritta, il discorso intellettuale, e la ragione è insegnare ai bambini ad interessarsi.

Solo il 3 per cento degli Americani riesce a localizzare la Grecia in una mappa. (Non è vero, ma se lo fosse, non vi sorprenderebbe, perché siamo dei completi idioti su cose di questo tipo).

La domanda è: spendere più tempo con i bambini ad insegnargli a leggere la mappa del mondo risolverebbe il problema? La nostra apatia nei confronti di ciò che è il mondo è una funzione della mancanza di esposizione sufficiente alla mappa nella scuola?

Naturalmente no.

No, il problema non è che non abbiamo speso abbastanza ore a memorizzare la mappa. Il problema è che non vogliamo farlo.

Agli insegnanti non vengono dati il tempo o le risorse o, ancora più importante, la motivazione sul motivo per il quale dovrebbero far ragionare gli studenti sul perché delle cose.

Un bambino che è appassionato di dinosauri non ha nessun problema a discutere della differenza tra un allosauros e un brontosauro. Uno studente interessato ad aggiustare la vecchia auto del padre non avrà alcun problema a capire la meccanica di un carburatore. E le giovani Hilary Clinton tra noi, quelle che sono affascinate dal mondo, sanno molto bene dove si trova la Grecia.

Se porti avanti un’istituzione basata sulla compiacenza e sull’obbedienza, non farai mai della motivazione la tua arma vincente. Sembra semplice, liberale quasi, immaginare che tu debba far sì che le persone si sforzino ad imparare quello che è deciso dal programma.

Non sono sicuro che sia davvero importante quello che prova l’insegnante. Quello che conta è che la motivazione è l’unico modo per generare il vero sapere, la vera creatività e il pregiudizio per un’azione…quello cioè che il futurista Michio Kaku fa notare nel suo libro (l’autore definisce l’opera “Open book, open note”): presto “sarà più facile per ogni studente e lavoratore avere delle lenti a contatto collegate ad internet”.

Una prima utilità sarà che qualsiasi cosa stai leggendo possa essere immediatamente cercata online. Di conseguenza, ogni domanda che può avere risposta in internet, troverà risposta in internet. Ci sono già dei semplici plugin che ti permettono di cercare ogni parola e frase nel documento che stai leggendo online.

Dimentica futuristi e lenti a contatto. Questo è qualcosa che possiamo fare ora, su ogni testo, su qualsiasi schermo di qualsiasi computer.

Che senso ha testare l’abilità a stipare informazioni per un test, se gli studenti non avranno mai più l’occasione di stipare nessuna cosa? Se posso trovare la risposta in tre secondi online, l’abilità di memorizzare un fatto per dodici ore (e poi dimenticarlo) non è solo inutile, è folle.

In un ambiente composto da libri aperti/note aperte, l’abilità di sintetizzare idee complesse e di inventare nuovi concetti è molto più utile che insegnare una marea di concetti ed esercitarsi. Potrebbe essere più difficile (inizialmente) scrivere dei test, e potrebbe essere più difficile valutarli, ma l’obiettivo della scuola non è quello di rendere il sistema scolastico industrializzato facile da eseguire; è di creare una generazione migliore di lavoratori e cittadini.

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